Erasmus, i 5 personaggi che incontrerai se parti

Molte persone definiscono l’Erasmus come l’esperienza più bella della loro vita, ed a rendere unica tale esperienza non è tanto la destinazione bensì i personaggi che si incontrano in questo magico periodo.

Se decidi di partire, qualunque sia la città scelta, incontrerai, tuo malgrado o fortunatamente, questi 5 esemplari di studente straniero fuori sede.

Liberamente ispirato al mio favoloso Erasmus a Riga..

1 – Lo Spagnolo Molesto

spagnolo mlesto

In ogni Erasmus che si rispetti c’è sempre lo Spagnolo Molesto, quello che non ha altro dio all’infuori del Party e che ti chiama quaranta volte per invitarti in questo o in quel locale anche se hai 38 di febbre ed è martedì mattina.

Più assillante di un Pr della riviera romagnola in agosto, il suo livello d’inglese è di poco superiore a quello di Ignazio La Russa, cosa che gli preclude mete come Londra e l’Irlanda; molto più facile trovarlo in una qualche capitale del Nord Europa impegnato a farsi conoscere dai buttafuori di tutte le discoteche.

Lo Spagnolo Molesto è il miglior personaggio che si può incontrare in Erasmus ma va preso a piccole dosi, se diventa il tuo coinquilino rimpiangerai di esserti iscritto all’università e non aver fatto domanda per quel posto vacante di bidello nella scuola del tuo paese in provincia di Macerata.

Nonostante non assuma droghe ma soltanto ingenti quantità di alcol, lo Spagnolo Molesto non dorme mai ed è ossessionato dal non perdersi neanche il più piccolo degli eventi, tanto da presenziare perfino alle lezioni universitarie e differenziarsi così dagli altri 4 esemplari di studente Erasmus.

Nell’ultima grande festa finale, dove tutti, ma proprio tutti, sono presenti, dello Spagnolo Molesto non c’è traccia, ma se esci un attimo dal locale lo troverai li fuori tutto malinconico e con le lacrime agli occhi ti confesserà la sua più grande paura: la possibilità che una volta tornato a casa trovi un lavoro.

2 – Il Panzone Buontempone

panzone buontempone

Per quel suo essere così pacioccone e sempre di buon umore, il Panzone Buontempone è considerato dalla comunità Erasmus un dono mandato dal Signore: tutti sanno che quando qualcosa non va, il miglior modo per tirarsi su di morale è quello di invitarlo a casa e con la scusa di una birretta sfruttare la sua capacità di far sparire i problemi a colpi di goliardìa.

Il solo problema è che per il Panzone Buontempone, tedesco originario della Ruhr, “una birretta” non esiste e non c’è serata o pomeriggio dove non torni a casa senza aver consumato più birra che un gruppo di contadini della Brianza in gita all’Oktoberfest.

Alcolizzato cronico in patria, l’Erasmus è l’habitat naturale del Panzone Buontempone, dove può alzare il gomito sentendosi uno dei tanti e non quello che ha un problema; risulta dunque quasi impossibile riuscire a trovarlo sobrio, ed anche quando ci si riesca, il Panzone Buontempone continuerà comunque a comportarsi da ubriaco per abitudine, per cui va bene chiamarlo per fare un po’ di cagnara ma ricordarsi sempre che con lui i discorsi seri sono sprecati come una modella di Victoria’s Secret nel letto di Alfonso Signorini.

Il Panzone Buontempone è infine dotato di un livello di inglese invidiabile, vanificato dal fatto che alla fine dell’Erasmus il numero di rutti che avrà tirato risulterà di molto superiore alle frasi di senso compiuto da lui formulate.

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